Trekking a Porto Selvaggio PDF Stampa E-mail
Giovedì 28 Luglio 2011 16:56

Porto SelvaggioHo preso una giornata di vacanza da tutto e tutti ed ho deciso solo all’ultimo la mia metà. Meglio, avevo diverse preferenze ma ho lasciato al caso (girare a sinistra o a destra) la mia meta. Alla fine ho scelto Porto Selvaggio (ho girato a destra!). E’ un parco naturale ai confini della provincia di Taranto e Lecce, sullo Ionio.

Sono arrivato facendo con molta calma tutta la litoranea salentina. E mi sono concesso anche un po’ di Caparezza, giusto per essere in tema con questa regione pazzarella… Parcheggiato à la Starsky e Hutch (contromano e praticamente sulla strada) mi inoltro nella pineta di Porto Selvaggio. Ci sono pochi umani ma miliardi di cicale e, per fortuna, il caldo è sopportabile. Mi avvio verso la spiaggia - 25 minuti buoni - chiedendomi chi è stato il mio simpatico suggeritore occulto. Arrivo alle agognate calette, c’è poca gente ed un paesaggio incredibile! Mah la vocina malefica mi invoglia a continuare. Sospinto da un pazzo sentiero mi inoltro nella macchia mediterranea, alla sinistra un mare agitato ma dai colori vivaci e, sopra di me, un cielo azzurro ed un sole di fuoco. Non so perché ma cammino fino al punto del non ritorno ed arrivo alla grotta del Cavallo: un anfratto strano, pieno di cianfrusaglie e, nel classico stile pugliese, senza neanche un cartello esplicativo…

Si alzo la testa ed infondo riconosco il mitico ‘Fico d’India’. E’ un locale inaspettato, l’ho incontrato per la prima volta 10 anni fa o più…e ci salvo da una insolazione con un’ottima anguria e delle friselle. Beh mi sono allontanato abbastanza ma la mia anima da camminatore preferisce non tornare indietro e così …con un po’ di peripezie in mezzo alla pineta ritorno alle calette principali. Dalla Grotta del Cavallo

Non ho voglia di mare e mi abbandono alla lettura pseudointellettuale del postluglio (Shelok Holmes e Il mistero dei numeri primi). Il caldo però mi richiama all’ordine e la fame anche. Così mi rifaccio i 25 minuti e mi porto verso il Fico d’India: friselle con pomodoro, tonno, capperi e rucola (7 e mezzo sotto la calura) ed anguria (pura goduria)….

 

Ciao!

 

Commenti  

 
#1 Alessione 2011-09-26 21:27
...ma il "fico d'india" è quella baracca da avanposto texano nel "deserto" della costa leccese dove mi portasti un pò di tempo fa (cit. 10 anni fa!), con Pina, a casa di quella tua amica? Minchia ci sei tornato da solo? Tristezza.....
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