Gaby Hauptmann - Uomo impotente cercasi per serena convivenza
Martedì 06 Aprile 2010
A volte hai voglia di leggere qualcosa di spensierato, lontano dal tuo lavoro e/o dalla voglia di “capire” dello pseudo-intellettuale. Così dopo dieci anni di convivenza scopri che la tua compagna ha, in un angolo, una serie di libri feltrinelli che non hai mai notato. Leggi i titoli e ti viene da fare lo snob..come al solito. Poi però ricordi la voglia di leggerezza e ti lasci convincere. Proviamo a leggere questo libro. L’idea è carina: Carmen, 35 anni, non ha più voglia dell’uomo machista. E, per cercare l’uomo ideale, mette un annuncio:
“Wanted: Uomo Brillante. Attraente Trentacinquenne in carriera cerca un uomo con cui dividere felicità, hobbies, amicizia. Condizioni richieste: intelligenza e impotenza. Indispensabile foto. Casella Postale: RZ 3417”.
L’idea è carina ed il libro si legge piacevolmente. Si incontrano strani personaggi, tutti un po’ bloccati dall’impotenza. Carichi di ansie e passati irrisolti. Ed alla fine...per un bel finale....
Buona Lettura!
Fabio Volo – Il giorno in più
Martedì 06 Aprile 2010
Ho impiegato un anno e mezzo per comprare questo libro. Ed è andato via in un soffio nel dicembre del 2009, sull’autobus casa/ufficio. Certo la scrittura è proprio immatura e, se qualcuno dovesse chiedermi se lo considero un gran libro, risponderei tranquillamente “un libro per annoiarsi meno inautobus”. Tuttavia il pieno di luoghi comuni e banalità fa anche sembrare il racconto più umano e la storia di Giacomo e Michela più vicina alla quotidianità. Inoltre, il libro fa venire una gran voglia di dare un taglio ala propria vita, cambiare aria e visitare NY. Da sottolineare alcune scene comiche, veramente forti e che mi ricordano molte cose vissute. Forse è qui che si pò ritrovare la forza di FV: la capacità di raccontarci una quotidianità a volte troppo monotona e senza scopo.Riporto un piccolo pezzo:
…Siamo scesi e abbiamo preso due caffè. Poi siamo andati a passeggiare e ci siamo seduti su una panchina sull’Hudson. Di fronte a noi, l’oceano.
Avevamo parlato tanto in quei giorni insieme. Ma lì, seduti su quella panchina, nell’attimo in cui forse avevamo bisogno di parlare più di ogni altra volta, non ci siamo detti nulla. Ci siamo guardati in silenzio, riflessi nell’orizzonte di fronte a noi. Eravamo arrivati al punto, al risveglio dal sogno, alla fine della favola. Il momento della scarpetta persa. In realtà, ci siamo detti poche parole perché c’era poco da dire. Sapevamo tutti e due che rimanere fedeli al gioco era la cosa giusta da fare. Che se fossimo rimasti legati l’uno all’altra ci saremmo visti qualche volta per qualche mese e tutto sarebbe sfumato, peggiorato, banalizzato. Almeno quello era ciò che pensavo in quel momento.
Ricordo solo che Michela, a un certo punto, mi ha detto: «È la prima volta che vivo un’esperienza del genere, Giacomo. La possibilità di poter esprimere tutto ciò che ho desiderato nel profondo del cuore senza la paura di essere fraintesa. Senza dover giustificare o spiegare mai un sentimento, un’azione, un gesto, una parola. Qui, in questo nostro posto, ci siamo arrivati insieme. Non saprei tornarci da sola. Se ragiono con il cuore, penso solo che non sono mai stata così con una persona. Soprattutto in così poco tempo... Se ragiono con la testa... beh, sai cosa penso».
…spesso ciò che è meglio non è quello che fa stare bene...Pioveva…Quella pioggia era solo una sensazione. Quel gioco mi aveva reso migliore. Avevo fatto progressi enormi nell’espressione della mia emotività. Il fatto che stavo male voleva dire che avevo fatto passi da gigante. Michela era stato un bell’incontro...
...La pastiglia mi ha fatto crollare in un sonno profondo. Sarei tornato alla vita di sempre. Portatore di un’esperienza da me mai vissuta prima.
Buona Lettura!
Verso la Dolcezza di F. Bégaudeau
Lunedì 08 Marzo 2010
Per la prima
volta ho comprato un libro leggendo, al bar, una recensione. E’ Verso la Dolcezza di F. Bégaudeau, per capirci il professore de “La classe”: libro e
documentario (palma d’oro) su una classe di un liceo periferico di Parigi.
La recensione era
accattivamente ed le due pagine del libro riprodotte erano veramente
interessanti. Peccato che fossero le migliori, ma veramente le migliori. Il
resto? Vuoto, parole al vento, tempo (per me) sprecato. Mi sono sempre attenuto
alla regola numero uno del buon lettore: se il libro non ti piace è tuo diritto
abbandonarne la lettura. Ma qui era in gioco il mio orgoglio ...per aver ceduto
alle lusinghe di un articolo di rivista patinata. E quindi? Beh mi son sforzato
e violentato a leggere questi capitoletti senza capo né coda. Senza un senso
logico, con dei misteri che non riescono a dipanarsi neanche a pagina 100. Per
fortuna a pagina 130 (su 148) ho detto: "BASTA, non posso perdere tempo dietro
un’operazione di marketing".
Mi spiace F. ma forse
devi tornare in classe. O forse, anche in quel caso era meglio il film del
libro...ma non ci casco..non ti regalo altri soldi in diritti d’autore!
Questa
volta...niente Buona Lettura!
Nord-Sud Un gioco di prospettiva
Giovedì 04 Marzo 2010
Un po' di anni fa ho avuto l'incarico di curare un numero speciale della rivista "il Ponte". Dopo tante fatiche il numero e' uscito nel luglio/agosto 2009 e adesso e' anche disponibile online sul sito della rivista.
"Il presente numero de «Il
Ponte» nasce da informali discussioni che si sono svolte fra dottori e
dottorandi dell'Università degli Studi di Firenze. Gli autori sono
tutti membri, passati e presenti, del dottorato in Politica ed Economia
dei Paesi in via di sviluppo, il terzo livello formativo della filiera
dell’Economia dello sviluppo presso la Facoltà di Economia.
Il numero nasce dall’esigenza di condividere i propri personali percorsi formativi e trovare/costruire un ponte fra le diverse (e diversificate) esperienze di questo specifico gruppo e una lettura comune all'interno
dei diversi ambiti in cui si svolge la ricerca degli autori.
Peculiarità del dottorato, e dell'economia dello sviluppo in generale,
è quella di affrontare diversi argomenti e di raccogliere giovani
studiosi con percorsi formativi e approcci metodologici eterogenei.
Proprio l'eterogeneità ha generato i tre elementi portanti di questo numero: una lettura comune degli argomenti studiati (invece di un comune argomento), la sperimentazione di un approccio partecipativo alla
creazione del numero e, infine, la consapevolezza che identificare i
Paesi in via di Sviluppo o i Paesi Emergenti dipenda piú dall'argomento
trattato che da una immanente e clear-cut definizione accademica.
Fin
da subito è emersa la difficoltà di costruire un numero monografico su
uno specifico argomento (migrazione, povertà, disuguaglianza sociale,
ecc.), date le differenze degli specifici interessi di ricerca dei
componenti del gruppo. Allo stesso tempo è stata privilegiata la
discussione e la ricerca (all'interno delle proprie linee di ricerca)
di una lettura comune piuttosto che l'avvio di un programma di ricerca su un comune argomento
che da una parte avrebbe comportato tempi troppo lunghi (prescindendo
dagli obiettivi del «Ponte») e dall'altra avrebbe incontrato da subito
il limite (per me insanabile) di non partire da un sentire individuale.
Con le orecchie tese nell'ascolto della colonna sonora di Into the Wild, provo a riprendere i discorsi interrotti un po' di mesi fa. Forse è per darmi una smossa e non lasciar che questo 2009 finisca nell'apatia. Molte cose sono cambiate, in questa casa e dentro di me. Ma questa è un'altra storia.
Vi voglio parlare di Link di Albert Barabasi. E' un libro da bar, come lo definirebbe AK, ma permette di farsi un'idea iniziale da cui proseguire per la studio e, forse, la ricerca. Me lo ha consigliato Fabio come lettura serale. Fa parte della categoria di libri che permettono di tirare le somme ed iniziare un'analisi.
Sono venuto in contatto con i network per caso nel 2006 e, come al solito, il mio tirarmi per le lunghe ha fatto si che il primo articoletto non sia ancora pronto. Ma riuscirò a portarlo a termine per la fine di questo maledetto 2009.
Il libro discute gli sviluppi recenti della teoria delle reti, anche grazie all'utilizzo di calcolatori più potenti. La scoperta che la maggior parte delle reti reali sono ad invarianza di scala, sono dominate da pochi hub molto connessi e da una moltitudine di nodi piccoli (o relativamente piccoli) e che questo rende le reti robuste a cambiamenti casuali che colpiscano o i nodi secondari ma vulnerabili ad attacchi concentrati sugli hub.
La lettura leggera e l'eterogeneità degli argomenti a cui si applicano le reti (computer science, biologia, economia e scienze sociali in generale) rendono la lettura appetibile...Buona Lettura!
Ulteriore bibliografia..per chi vuole approfondire:
Fernando Vega Redondo, Complex Social Networks, Econometric Society
Monograph Series, Cambridge University Press, 2007.
Guido Caldarelli, Scale Free Networks, Oxford University Press, Oxford (2007).
Sulla montagna...
Venerdì 15 Maggio 2009
Rubo queste belle righe di Thoreau da "Le Foreste Casentinesi..." ...e spero che arrivi presto la Pratovecchio-La Verna-Pratovecchio!
"Quando ho bisogno di ricercare me stesso vado in cerca della foresta più buia, della palude più fitta e più impenetrabile e, ad occhi cittadini, più tetra. Entro in una palude come in un luogo sacro, come in un sactum sanctorum. Qui risiede la forza, la quintessenza della Natura. La vegetazione selvatica ricopre il terreno argilloso, e la terra è benefica sia per l'uomo che per gli alberi. E come la terra ha bisogno di molto concime per esser fertile, così necessitano all'uomo, per la sua salute, grandi spazi intorno a sé. Nella palude si trovano le sostanze fort di cui l'uomo si nutre. La sopravvivenza di una città non dipende dalla rettitudine degli uomini che vi risiedono, ma dai boschi e dalle paludi che la circondano. Una regione in ci una foresta primitiva affondi le proprie radici nel materiale decomposto di un'altra foresta primitiva è un territorio che favorisce non soltanto la fioritura del grano e di patate, ma anche di poeti e di filosofi per le generazioni a venire" (Henry David Thoreau)
Firmin
Venerdì 03 Aprile 2009
Firmin is missing. I met him in a bookshop, he started to tell me his life. it was so interesting that we started to talk and he brought me home... We spent some days toghether....but then firmin disappeared.
I suppose that he is around, among my books... trying to read those that he has never read. In italian? I really believe that Firmin does know all languages, and if it is not true...he's able to learn all languages around...
If you love books... if you forget the clock, when you stay in a bookshop....beh you must read it... Buona Lettura!